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Safety first, la sicurezza prima di tutto!

In effetti la sicurezza di un’auto nasce in fabbrica ma siamo sicuri che si mantenga nel tempo? Le riparazioni certificate possono rassicurare l’automobilista e dare al riparatore più autorevolezza agli occhi dei clienti.

I sistemi ADAS sono sulla cresta dell’onda e portano il tema della sicurezza ad un livello superiore.

Viene qui riportata una dichiarazione di Dirk Hoheisel, membro del CdA di Bosch, lo conferma: “La tendenza è chiara: presto sarà considerato comune avere vetture equipaggiate con sistemi di assistenza alla guida come oggi è considerato normale avere la radio o l’ESP”.

Non più tecnologie sconosciute ma sistemi di uso comune.

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Un’analisi condotta dal grande fornitore di componenti e relativa alle immatricolazioni del 2016 ci dice infatti che in Germania il 62 per cento delle auto nuove aveva l’assistenza al parcheggio (un ventaglio di tecnologie che parte dai sensori a segnalazione acustica fino ai Park Assist automatici). Al secondo posto i sistemi di frenata di emergenza con il 38 per cento, mentre i sistemi si rilevamento della stanchezza del guidatore erano presenti sul 37 per cento delle nuove auto.

A seguire l’evoluto Adaptive Cruise Control, quell’ACC che usa massicciamente i radar, uno dei nuovi componenti che cambieranno le automobili e l’aftermarket: questo sistema nel 2013 era presente soltanto sul 4 per cento dei veicoli ma 3 anni dopo era balzato al 19 per cento in Germania; la sua versione evoluta Traffic Jam Assist, che è un primo passo verso la guida autonoma, era presente sul 9 per cento di tutte le nuova auto tedesche di quell’anno.

Nuove frontiere della riparazione.

Proprio così, grazie alla loro crescente diffusione sarà fondamentale per gli operatori del settore informarsi e imparare a gestire questi nuovi e delicati sistemi.

Alessandro Angelone, presidente provinciale (Como), regionale e nazionale di Confartigianato Autoriparazione riporta queste parole: “La formazione, l’attenzione e la dotazione di strumenti idonei sono indispensabili negli interventi riparativi sugli ADAS e sono la base per ridurre al minimo le disfunzioni di questi dispositivi ‘salvavita’, azzerando nel contempo le responsabilità civili e penali del responsabile tecnico!”.

Gli elementi per dimostrare che la riparazione è stata svolta in maniera conforme alle indicazioni delle Case ci sono già, sotto la forma di banche dati e diagnosi che rilasciano documentazione con valore di prova, Carte d’identità elettronica con tracciabilità degli interventi, queste vengono già usati da molti professionisti.

Proffi nei propri centri Adas segue linee guida di calibrazione e tracciabilità intervento, formando i nuovi autoriparatori nell’adempiere tali mansioni.

Sei pronto ad entrare nel futuro?